Ci siamo detti addio
Non ho
potuto dirti ti amo.
Le
finestre della stanza sono aperte, spira da est una brezza calda e
leggera. Le tende si muovono sinuose ad ogni refolo. Tu sei sdraiata
sul letto, addormentata.
Dalla
cucina arriva il suono smorzato della radio. Trasmette una musica
leggera, adatta a staccare la spina.
Mi
accosto al tuo cuscino e mi avvicino alle tue labbra. Sento il tuo
respiro caldo sulla mia bocca. Il profumo, quel profumo che ti ho
regalato a Natale, mi riempie le narici. Vaniglia.
Mi
avevi chiesto di non farti nulla, non potevamo permettercelo. Non ti
avevo ascoltato, all'ultimo momento avevo guidato al centro
commerciale per comprarti quel profumo.
Non
c'era nessuno per strada, credo fossero tutti in casa ad ascoltare le
ultime notizie.
La tua
faccia quando apristi il pacchetto.
Eri
sorpresa, forse un po' arrabbiata.
Adesso
quel profumo sei tu, la tua immagine, il tuo ricordo.
Apri
gli occhi. Occhi più azzurri e limpidi di qualsiasi sorgente, occhi
di cui non puoi non innamorarti. Da prendere a piccole dosi, capaci
di farti impazzire.
Accenni
un sorriso dolce. I capelli sul cuscino incorniciano il tuo viso come
un'aureola d'oro.
Stai
per dirmi qualcosa e la radio si ferma. La musica cessa
all'improvviso, sostituita da una voce monotona che annuncia
l'evacuazione.
Ti alzi
a sedere e mi guardi preoccupata.
L'aria
si fa più calda. Ci volgiamo entrambi, mano nella mano, stretti in
una promessa, verso lo spettacolo oltre la finestra.
Abbiamo
una parola ferma sulle labbra, un bacio annegato in gola, ma le
nostre mani si stringono alla ricerca l'una dell'altra.
La luce
si fa più intensa. Caldo.
L'orizzonte
esplode.
Fumo e
luce. Un fungo colossale, spaventoso, terribile. Accecante.
Il
caldo è insopportabile.
La
radio ha smesso di gracchiare, le luci si spengono. Anche il
cellulare è morto.
Siamo
soli. Anime terrorizzate tra le ombre più fitte e la luce più
accecante.
Sei
spaventata.
Sussurri.
<<E' la fine?>>
Non ti
rispondo, lascio che sia il silenzio a soddisfare la tua risposta.
I primi
a raggiungerci sono i detriti. L'esplosione era lontana quel tanto
che bastava per non polverizzare i nostri corpi all'istante.
Entrano
dalla finestra aperta assieme al vento soffocante e alla cenere.
La casa
intera trema.
Hai il
volto e i vesti coperti dai frammenti di questo mondo morente. I tuoi
occhi sono fari in tutta questa oscurità. Una lacrima si fa strada,
solitaria, sulla tua guancia, rivelando la pelle rosea e candida.
Siamo
arrivati al capolinea.
La luce
si è ridotta eppure gli occhi cominciano a farci male.
La tua
mano sta lasciando la presa. Sento l'aria che mi brucia in gola e la
vista mi si appanna.
Eppure
il destino crudele mi permette di vedere la tua candida mano.
Prima
era morbida, calda, una delizia da accarezzare e baciare, ora il
vento la sta scavando. Vedo la carne viva sotto di essa, i muscoli e
il biancore delle ossa.
Ciononostante
non smetti di stringere. Ti aggrappi alla vita.
Il
vento scolpisce impietosamente il tuo bellissimo volto creando orbite
vuote e nere sulle tue guance. I tuoi capelli si mischiano ai miei
sulle lenzuola del letto matrimoniale.
La
finestra si frantuma.
La
parete crolla.
Possiamo
vedere meglio la devastazione. Case distrutte, edifici in fiamme.
Ogni tanto si odono le grida degli sfortunati sopravvissuti.
Il
vento caldo cessa di soffiare ma ormai ha ultimato il suo lavoro.
Ti
guardo e non vedo più la donna che ho amato, la ragazza con cui ho
passato metà della mia vita e credo sia lo stesso per te.
Vedo
solo un teschio con pochi brandelli di carne attaccati come scadente
carta da parati.
I tuoi
occhi sono ancora vivi e mi cercano. Non riesci a muoverti, il vento
radioattivo ti ha consumato le gambe le mani.
Cerchi
di parlare ma ti esce solo un rantolo, un suono spezzato, una parola
non detta.
Non
voglio sapere quale fosse quella parola.
Lentamente,
delicatamente mi avvicinò a te. Non so bene cosa mi manchi, non
riesco più a vederci.
Appoggio
la mia testa sulla tua spalla.
Sento
il profumo, quello è sopravvissuto.
Respiro,
forse per l'ultima volta, e aspetto assieme a te la prossima
esplosione.