Danze
Macabre
Girava in tondo e nemmeno lei sapeva da quanto. Le sue braccia stringevano con vigore le spalle di un giovane alto e snello. Lo osservava di tanto in tanto, sempre alla fine di ogni volteggio. Lui indossava una maschera nera, sotto di essa lei intravedeva lineamenti duri e decisi. Lui la stringeva sui fianchi trasmettendole una strana sensazione. Si accorse di essere sessualmente eccitata. Eppure c'era dell'altro, se lo sentiva. Tentava di reprimere la strana sensazione sotto il frastuono del suo animo ma questa tornava a galla come una bolla d'aria; si trattava della paura. La presa del giovane si fece più blanda, permettendole di guardarsi in giro. Non erano soli, molta altra gente ballava con loro, ma con meno grazia.
Cominciò a mancarle l'aria, si sentiva oppressa, finché sentì la presa del giovane diventare molle e fluida. Cadde sul pavimento di marmo. Ebbe paura di rompersi la testa, ma non si fece nulla; le sembrò di cadere sulla gelatina. Rimase distesa e guardò gli altri danzatori. Il giovane la osservava dall'alto, senza chinarsi.
<<Mi osserva?>> si chiese a bassa voce. Guardò a lungo il viso coperto del giovane, cercando di cogliere i particolari sotto le maschere. Una sensazione raccapricciante le attraversò l'animo quando incrociò gli occhi di tenebra del suo accompagnatore. Tentò di gridare senza riuscirci. Vide il giovane gemere e vacillare e tapparsi le orecchie con le mani, quando una mano guantata lo schiaffeggiò.
Lei non sapeva di chi fosse quella mano. La maschera del giovane cadde su di lei. Vide per la prima volta cosa le era rimasto celato tanto a lungo. Il volto non esisteva, al posto del naso, degli occhi e della bocca, troneggiava un grumo consistente di peli e capelli. Il giovane cadde sanguinando. La musica che fino ad allora aveva accompagnato i danzatori cessò, sostituita da un persistente battere di tamburi. Qualcuno piangeva e qualcuno urlava. La ragazza udì una voce stridula canticchiare con macabra allegria Stretta la foglia, larga la via.
Riuscì ad alzarsi aggrappandosi ai vestiti dei danzatori. Molte mani artigliate e scure l'aiutarono Si sentì toccare le caviglie nude da qualcosa di peloso. Qualcosa ululò quando la testa di un cavallo spense la luce. Grandi occhi luminosi le girarono attorno, occhi malvagi e pericolosi.
In quel preciso momento capì che sarebbe morta.
Cominciò a mancarle l'aria, si sentiva oppressa, finché sentì la presa del giovane diventare molle e fluida. Cadde sul pavimento di marmo. Ebbe paura di rompersi la testa, ma non si fece nulla; le sembrò di cadere sulla gelatina. Rimase distesa e guardò gli altri danzatori. Il giovane la osservava dall'alto, senza chinarsi.
<<Mi osserva?>> si chiese a bassa voce. Guardò a lungo il viso coperto del giovane, cercando di cogliere i particolari sotto le maschere. Una sensazione raccapricciante le attraversò l'animo quando incrociò gli occhi di tenebra del suo accompagnatore. Tentò di gridare senza riuscirci. Vide il giovane gemere e vacillare e tapparsi le orecchie con le mani, quando una mano guantata lo schiaffeggiò.
Lei non sapeva di chi fosse quella mano. La maschera del giovane cadde su di lei. Vide per la prima volta cosa le era rimasto celato tanto a lungo. Il volto non esisteva, al posto del naso, degli occhi e della bocca, troneggiava un grumo consistente di peli e capelli. Il giovane cadde sanguinando. La musica che fino ad allora aveva accompagnato i danzatori cessò, sostituita da un persistente battere di tamburi. Qualcuno piangeva e qualcuno urlava. La ragazza udì una voce stridula canticchiare con macabra allegria Stretta la foglia, larga la via.
Riuscì ad alzarsi aggrappandosi ai vestiti dei danzatori. Molte mani artigliate e scure l'aiutarono Si sentì toccare le caviglie nude da qualcosa di peloso. Qualcosa ululò quando la testa di un cavallo spense la luce. Grandi occhi luminosi le girarono attorno, occhi malvagi e pericolosi.
In quel preciso momento capì che sarebbe morta.
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